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Sono forse diventati di ghiaccio
I tuoi castani occhi?
Vorrei rompere quello strato freddo e sottile
Con un picchetto, affondando nell’iride
Un’ombra ci inghiotte e tutto è silenzio
La notte calda si sta facendo alba
Ma è un’alba antica e non parla
Sono stato prigioniero della tua mente
Mi hai annegato nella tua piscina rossa
Sento il tempo scorrere feroce, dilaniante
Come vento: si insinua nella nostra carne
Erode i nostri corpi, una volta Amanti
I miei occhi bruciavano di ardore
Ora sono cunicoli scavati, erosi
Abbiamo fatto del nostro giardino
Un deserto
E io ho dipinto i ricordi nostri
Come opere rupestri
Nella caverna del mio bianco teschio
Vorrei tornare polvere, migrare lontano
Come gli uccelli stanchi alla fine dell’estate
Quando l’ultima lama di sole fende i loro occhi
Sanno che è giunto quel momento
E qui, regna assordante un silenzio
Non sai più navigare, tracciare una rotta
In balia delle mareggiate e tempeste
Del tuo stesso oceano
Una volta mi accogliesti naufrago
E guardammo insieme le costellazioni
Abbiamo navigato, assaporato il sale
Amato – ogni secondo del nostro viaggio
Ma una notte hai avuto terrore
Nella tua angoscia primordiale
Ti sei persa in un bicchier d’acqua
E da quella nave, sempre più angusta
Lentamente mi hai fatto scivolare
Naufrago, di nuovo in mare
Bevetti liquore, per non soffocare
Così amaro il sapore
Ora, davvero, lasciami andare
Non chieder più di me ai venti
Non cercarmi nelle stelle
O nel volo dei gabbiani
Ci siamo persi nei nostri orizzonti
Così lontani
Le nostre dita mai più si intrecceranno